Queste tre valli del settore orientale della catena delle Orobie Valtellinesi condividono aspetti morfologici e geografici e sono considerate le più aspre per la vegetazione lussureggiante e la scarsissima presenza antropica. In alto confluiscono nel maestoso anfiteatro che comprende il Pizzo Coca, il Dente di Coca, il Pizzo di Porola e il Pizzo del Diavolo. La Val d’Arigna si raggiunge attraverso la strada che s’incontra al bivio per Casacce, poco oltre Sondrio, sulla statale 38, si prosegue fino alla centrale di Armisa o all’abitato di Briotti. È percorsa dal torrente Armisa ed è considerata il cuore della catena Orobica. La testata della valle è dominata dal Pizzo Coca, il punto più alto delle Orobie con i suoi 3050 metri di altezza, e da dieci ghiacciai. Qui trovano il loro habitat naturale interessanti specie floristiche come la Sanguisorba dodecandra e la Viola. La Val Malgina si raggiunge da Castello dell’Acqua. Aspra e poco accessibile per l’assenza di strade, la valle mantiene inalterato il suo fascino. Attraversata dall’omonimo torrente è coperta da una fitta vegetazione, boschi di conifere, prateria alpina, vaste distese di rododendri, ontani e ginepri, ed è segnata da una profonda incisione, il Canalone di Val Malgina. Per addentrarsi nella Val Bondone si sale da San Giacomo di Teglio, verso Carona, fino a imboccare la strada per la valle. Alle quote più elevate si trovano una dozzina di laghetti di origine glaciale, il più grande è il lago di Cantarena (2260 metri). Nel piccolo borgo di Bondone, abitato solo nella stagione estiva, sorge la chiesa dell’Assunta, proseguendo lungo il sentiero escursionistico che conduce al Passo del Bondone (2720 metri) si passa dallo stretto fondovalle agli ampi scenari delle quote più elevate con vaste distese di abete rosso intervallate da zone in cui prevale il larice.